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CAPONE E' SUBITO FUORI A MADEIRA E PUR CON UNA GARA SOFFERTA IL FINLANDESE DELLA PORSCHE PRENDE IL LARGO NELL'EURORALLY

 


Al volante della porsche toivonen diventa sempre più pericoloso per tutti. a madeira è riuscito a vincere pur con l'auto zoppicante dal via.


 

FUNCHAL- All'arrivo ha detto subito che il momento più difficile di tutta la sua trasferta atlantica è stato quello dell'atterraggio, sempre un pò preoccupante, all'aereoporto di Madeira ed a dare retta a quei nove minuti e passa che nella classifica finale lo hanno separato dal secondo verrebbe anche voglia di credergli...

In realtà a Toivonen la battuta è servita sopratutto a scaricare la tensione, forse anche la rabbia, accumulata fin dalle prime battute di una gara che,per lui, è stata essenzialmente da handicap, penalizzato come è stato fin dal via da una macchina  che andava spesso malissimo,qualche volta male e solo raramente benino.

Una gara che,pur se adesso nessuno della sua squadra a voglia di ammetterlo, tutti consideravano già persa per lui nel momento in cui la Porsche si è presentata alla prima assistenza borbottando, confusa nell'anonimato e staccatissima dalla Lancia di Capone. Ed alla vittoria, del resto, nessuno del gruppo anglo-tedesco poteva pensarci con sufficiente realismo neppure dopo molte ore quando,con Capone fuori combattimento da un pezzo, la macchina aveva finalmente cominciato a suonare una musica più accettabile, ma Snyers seguitava ad essere lepre con un vantaggio, addirittura maggiore di quello che aveva potuto mettere insieme in tutta la prima tappa.

Invece un finale molto movimentato ha mischiato di nuovo le carte, questa volta definitivamente ed a tutto vantaggio del finlandese con la faccia da eterno ragazzino. Così per lui è arrivata una vittoria sudata, quanto importante, alla conclusione di un rally sempre difficile ma,purtroppo, sempre più inevitabilmente ripetitivo con lunghissimo su e giù dalla montagna alla spalle di Fanchal. Un andirivieni che proprio a Toivonen ha ricordato il Tarzan di tante avventure cinematografiche suggerendogli un efficacissimo "Tarzan seguita a girare nella giungla,Henri fa la stessa cosa sulla montagna...".

 

Niente lieto fine,invece, per Capone alle prese con il secondo euroritiro della stagione. Ma se in Costa Brava poteva anche essere legittimo avanzare dei dubbi sul come e perché la sua gara fosse finita anzitempo in un fosso, questa volta di incertezze non ce ne possono proprio essere. Resta il fatto che il ritiro, ha creato un certo nervosismo nell'ambiente italiano anche se il tempo è un pò maestro insuperabile nel sanare certi contrasti a caldo, come quello che ha coinvolto il pilota con l'onnipresente Silecchia. In compenso a tenere alto il morale di tutto il gruppo tricolore ci ha pensato, ancora una volta, Antonella Mandelli che a Madeira riesce sempre a sfoderare prestazioni eccezionali. Lontana dalle gara ormai da un anno, per la prima volta al volante di una "Evoluzione-2" la campionessa d'Europa ha iniziato la gara con tanti occhi a dosso ed a tutti ha offerto uno spettacolo di qualità, reggendo subito il ritmo dei migliori portandosi molto in fretta a quel terzo posto che ha saputo tenere brillantemente sino all'arrivo. Per lei,adesso, la strada per arrivare all'ennesimo titolo europeo in gonnella è andrà lunga, ma sicuramente non lunghissima:una dozzina di punti la separano dalla Mouton e proprio questi dodici punti dovrebbe andarli a cercare verso il fine stagione in Catalogna.

Tra gli uomini invece la battaglia è ancora aperta. Certo che con gli 80 punti di Madeira Toivonen si è trovato proiettato ancora più in alto e sempre più lontano da Capone che adesso lo segue a 81 lunghezze. Di gare che contano,ad ogni modo, ne restano ancora a sufficienza per prevedere come andrà a finire la loro (comunque bellissima)sfida. A brevissima scadenza Toivonen andrà a correre il Manx Rally mentre Capone sarà all'Halkidikis. Tutti e due,poi, si troveranno di fronte (questa almeno è l'intenzione di Toivonen e, sopratutto, di Richards) a Cipro a fine Settembre. Un'ultima nota per i due protagonisti. Snyers dopo aver cullato a lungo il sogno di una vittoria ha raccolto un secondo posto, copia esatta di quello dell'anno scorso, comunque appagante. Moutinho non ha neppure avuto la gioia di vedere il traguardo ed è stato un peccato. Sopratutto per la gara che, con colui, ha preso un pilota troppo presto.

 

TOIVONEN subito nei guai

 

FUNCHAL- Si comincia che appena fatto giorno e la "perla dell'Atlantico" gronda umidità, sopratutto in montagna dove i 66 verificati vanno a cominciare la loro fatica per la gioia di un pubblico,  quello locale sopratutto, sempre molto numeroso. Davanti Henri Toivonen, per l'occasione di nuovo con Piironen, ma solo ad inizio prova: appena dentro la speciale la Porsche fa i capricci e dopo neppure quattro chilometri Capone supera il finlandese che, fra una sosta e l'altra, si trascina fino al controll-stop. Il suo è un tempo disastroso, il quarantaquattresimo a 4' e 41" da Capone che da Snyers a 24" e Moutnho a 42". Ma quello che ancora è più preoccupante per la squadra di Richards è che nessuno riesce a scoprire l'origine del male ed allora si deve procedere per tentativi cominciando col dare la colpa alla pompa della benzina prima di accusare la centralina..

In qualche modo la macchina tedesca ce la fa a ripartire dall'assistenza in condizioni appena passabili, ma è sopratutto la notizia del ritiro di Capone a ridare un pò di fiato agli uomini Rothmans visto che al secondo posto di Toivonen, assetato di rivincite immediate, non riesce a far meglio del terzo tempo a 26" da Moutinho.

Proprio Moutinho, in rimonta su Snyers, pare l'uomo giusto per garantire battaglia al vertice, ma neppure il portoghese della Renault l'inizio gara è felice:alla sesta prova, quando era ad una dozzina di secondi dal belga, deve fermarsi con una ruota dietro staccata e tanti rimpianti. Così per Snyers diventa ancora tutto più facile, anche perchè Toivonen ha dovuto concedergli un'altro minuto e mezzo per riaffiorare prepotente degli stessi guai. Ed il vincere una serie di cinque prove prima del fine tappa -un domini interrotto  solo da un exploit del bravo Santucci- non serve granché al leader dell'europeo che recupera posizioni ma,pur secondo, arriva alla fine della tappa staccato di oltre quattro minuti dal tetto di un classifica che si presenta così:

 

1-Snyers/Colebunders (Porsche) 1.54'53"  2-Toivonen/Piironen (Porsche) a 4'13"

3-Ntonella Mandelli/Tiziana Borghi (Lancia Rally) a 6'37"  4-Gooding/Jenkins (Vauxall) a 9'33"

5-Santucci/Pireddu (Porsche) a 9'40"

 

Sei ore di sosta e via per la seconda tappa con i meccanici di Toivonen che sanno di non avere alternativa: devono assolutamente trovare cos'è che non funziona sulla macchina per per rimetterla nelle ormai ben note di condizioni di efficienza. Ma devono farlo subito, prima della speciale di avvio della frazione conclusiva, nell'unico trasferimento un pò "abbondante" di tutta la nottata...

Ed allora la Porsche viene quasi sezionata e dopo pompa e centralina vengono cambiate anche le canalizzazioni della benzina, tutto il cambiabile insomma. Una faticaccia a tempo di record olimpico che dà i suoi frutti e per loro il premio più immediato è il tempo del finlandese,18" più veloce di quello di Snyers. La caccia è aperta.

In quattro prove il vantaggio di Snyers scende a 2' e 51" (anche perché per lui cominciano problemi con le sospensioni), ma alla quinta tutto sembra di nuovo deciso a suo favore. Toivone trova un taxi davanti a sé e, per "dribbarlo" fora una gomma perdendo una vita e tornando ad essere dietro, in classifica, di parecchio: 8' ed 1". Il taxi lo trova anche Snyers, insieme ad una macchina della polizia...,ma non perde molto per cui Toivonen si trova isolato a chiedere che la prova sia annullata. Poi però, due speciali più in là, è Snyers ad avere guai. Fora addiruittura due gomme e si ritrova con Toivonen a 2' e 16" prima del riordino.

Con la Porsche (simile ma non identica a quella di Toivonen) a terra in quanto a sospensioni e la frizione ormai alla frutta, per Snyers è l'inizio della fine alla ventitreesima delle 28 prove in programma cede il comando, ovviamente più preoccupato di vedere il traguardo che di tentare di resistere al rivale. La classifica assume così l'ordine più logico. Peccato che sia anche meno allegro a guardarlo con l'ottica italiana.


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