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kullang fora, waldegard rompe, il rac è tutto talbot. sembrava che il rac fosse in mano agli svedesi kullang e waldegard, ma i primi  due posti sono finiti i finlandesi toivonen e Mikkola

 



bath -Fino a Windermere, nel Lake District al confine con la Scozia, l'edizione '80 dal RAC aveva parlato esclusivamente svedese. Un britannico, Tim Brise con la Escort aveva si vinto la prima prova speciale, ma era stato un errore. Subito dopo la fisionomia  si era orientata sul-clan-degli-svedesi con Kullang, Eklund e Waldegaard più avanti di tutti a giocarsi un primo posto con tre auto abbastanza impreviste e sopratutto non Ford: una Ascona, una Triumph e una Toyota.

Poi, per strada, nella terribile foresta di Kielder che per anni è costata cara alle speranza di Alen quando con la Fiat o con le Stratos cercava di portare qualcosa di italiano nei primi posti, si era perso Eklund e , alla lunga sosta di una notte, dopo due giorni di gara, appunto a Windermere Kullang e Waldegaard erano distanziati di appena 13" e per trovare i finlandesi che seguivano Toivonen e Mikkola, bisognava far passare oltre un minuto e mezzo. Tutto lasciava prevedere quindi che dopo dieci vittorie svedesi nelle ventisette  edizioni precedenti di questa gara, l'undicesima fosse già sulla via di formalizzarsi.

Waldegaard, nel parco assistenza di Windermere era rimasto in piedi sotto un violento acquazzone a controllare il procedere dei lavori. Il suo viso era quello di sempre. Lo sguardo fisso e la maschera che non tradisce stanchezza o nervosismo, gioia di preoccupazione. Si era avvicinato a Kullang, ma il connazionale aveva retto bene l'attacco proprio a Kielder dove, a parere di tutti, non avrebbe dovuto farcela. C'era una notte davanti per pensare al da farsi, ma era chiaro che un discorso privato tra loro anche se davanti c'erano ancora trentadue prove speciali da correre. Quando è tornato giorno e un sole brillante ha cominciato a fare baruffa continua con le nuvole nere che arrivavano velocissime, scaricavano catinelle d'acqua e nel giro di qualche minuto erano di nuovo lontane, i due hanno riaperto la loro sfida. La prima prova però l'hanno vinta i finlandesi, ma Kullang aveva retto bene ad un primo segno di sfortuna: si era bucato un pneumatico, ma proprio alla fine de i danni erano stati minimi.

 

IL LAMPO DI WALDEGAARD -Ma è andata peggio nella prova successiva. Questa volta Kullang, che passava per primo, di gomme ne ha forate due, entrambe posteriori e ,sui cerchi, non riusciva a superare una salita piena di fango. Per farcela ha dovuto passare le ruote davanti dietro, dietro per avere più trazione, un'operazione che è costata complessivamente diciassette minuti. Mentre era fermo si è visto sfrecciare la Toyota di Waldegaard e probabilmente avrà letto nell'occhi azzurro di Bjorn una luce improvvisamente diversa. In realtà la luce è stata solo un lampo perché non sono passati che un migliaio di metri che il filtro dell'olio si è svitato dal motore giapponese e con l'olio imbrattava la terra già impastata di pioggia se ne sono andati i sogni di gloria e di vittoria anche di Waldegaars.

Al comando è passato il giovanissimo "figlio d'arte" Henri Toivonen con la Talbot Lotus. Con davanti ancora trenta prove, solo ventiquattro anni d'età alle spalle un Mkkola vincitore delle ultime due edizioni ed in mano quella Escort che ha vinto le ultime otto, era adesso interessante vedere fin quando avrebbe retto quella posizione. Ma l'ultimo "finlandese-volante" andava alla sua seconda giornata dell'anno (la prima fu a fine Gennaio , all'Artic Rally). Una volta tanto senza il padre "angelo custode" che era rimasto in Finlandia, Toivonen ha vinto l'emozione che nel Galles, nelle terribili prove finali dove la nebbia si taglia col coltello e il ghiaccio si mimetizza  tra i sassi aguzzi, poteva costargli cara. L'ha fatto  nell'unica maniera che può essere congeniale ad un giovanissimo: attaccando fino all'ultimo. Così ad essere con la lingua fuori è stato un incredulo Mikkola che ha collezionato spaventi su spaventi per non perdere il passo del battistrada finendo per lasciare pur lui da parte l'esperienza per gettarsi in una disperata e spettacolare rincorsa che ha creato il vuoto alle spalle dove gli unici che apparivano all'altezza dei leader erano Kullang e Pond, entrambi,però, ormai solo protagonisti di prodigiose rimonte. Avesse vinto Mikkola, poteva accadere benissimo, saremo stati qui a parlare di una gara scontata, priva dei molti dei soliti protagonisti ed incapace,anno dopo anno, di convincere più nessuno sul significato della sua qualifica di "rally segreto". Ma Mikkola non ha vinto e nemmeno la Ford così che proprio in questo ciclo che si chiude ci sono le speranze di rilancio per la gara.

 

per sapere vincere questa gara è indispensabile essere il più "locali" possibile.

Così la Dunlop ha lasciato dietro di sé tutte quelle sperimentazioni che avrebbero potuto garantirle una gomma polivalente  su tutti i terreni  per arrivare alla produzione di un prodotto che più specializzato non si può e la Ford  ha di volta in volta impegnato i suoi piloti scandinavi nel suo campionato britannico che si corre su tante gare che interessano le stesse strade "segrete" del RAC. E' stata un ottima tattica che ha dato frutti per tanto tempo, ma che ha anche aperto gli occhi agli avversari. Da qualche anno la Pirelli ha provato ha costruire un pneumatico "lavorando" sul posto e quest'anno si è battuta a capofitto lei: pure nell'impresa.

Il risultato si è visto subito con Blomqvist veloce anche se troppo presto fuori, quasi certamente per un errore di montaggio dell'impianto di raffreddamento del lubrificante sostituito con troppa precipitazione e con Waldegaard che alla ritrovata competitività della Toyota ha aggiunto quelle gomme. Un lavoro analogo lo ha fatto anche la Michelin che addirittura per una stagione ha fatto seguire test a test per non arrivare impreparata al grande avvenimento. Alla fine cinque auto nelle prime dieci e sopratutto quattro nelle prime cinque avevano le coperture francesi il che significa qualche cosa di più nel trionfo.

 

TOIVONEN ALL'INGLESE

Ad imitazione della Ford, poi, ha Talbot ha fatto correre a Toivonen il campionato britannico e, in aggiunta, gli ha pure sostituito l'abituale navigatore con il locale  Paul Whiten normalmente uomo di fiducia, nel team, del diesse Des O'Dell. Un disegno perfetto finalizzato per un risultato a sensazione; tra Talbot Lotus sono finite nei primi quattro posti ed il francese Frequelin addirittura terzo assoluto dopo una gara notevolissima e ben due vittorie schratch. Per lui il rally era veramente una novità, ma non c'è da dubitare che un grande apporto gli sia venuto dal copilota Jean Todt, di tutti di certo il meno sprovveduto e sicuramente in grado di far sentire il meno possibile al suo pilota il disagio della scarsa conoscenza delle strade.

Dopo tanti anni il RAC ha trovato fantasia nelle auto protagoniste. Chiuso il ciclo Ford Escort si sono prenotati in diversi: la Talbot che ha vinto, l'Opel che poteva farlo e che ha vinto più prove di tutti con Kullang

(lo stesso pilota che probabilmente verrà appiedato nella prossima stagione con una scelta programmatica della General Motors che lascia davvero stupiti), la Toyota che ha fatto grandi progressi e che nell'91 dovrebbe avvalersi oltre che di Waldegaard anche di Eklund, la Triumph co la TR/ che rischi di venir abbandonata per seguire un progetto Metro a motore centrale Turbo (sulle ali della moda, quindi) proprio adesso che si cominciano a tirare le somme di anni di esperimenti, la Chevette che alla fine può contare solo sul decimo posto del privato Hill, ma che per lungo tempo ha fatto sognare sia con Airikkala e con McRae (ed in sottordine con Elsmore e Kaby), ed infine la Saab, almeno finché a guidarla ci sarà quel fenomeno di Blomqvist.

 


 

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