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TOIVONEN E CRESTO INCORONATI A MONTECARLO

 

 

il finlandese e la delta s4 ripetono clamorosamente il successo del rac '85 e sono i "re" dell'apertura di campionato. Seconda la peugeot con il grande salonen. terzo mikkola e quarto rohrl con l'audi migliorata ma senza convincere del tutto. bocciate metro e citroen. e' iniziata un'eccezionale stagione iridata.

 

MONTECARLO: Il più felice era certamente lui. Più ancora degli uomini del Team Lancia, ubriacati di gioia dalla seconda vittoria consecutiva della neonata Delta S4 e di un Henri Toivonen scoperto dominatore. Ma, la felicità più grande era quella del campionato mondiale, che all'arrivo, sul lungomare del Principato, ha visto il podio bagnarsi di champagne facendo i primi conti in tasca ad una stagione che si apre con promesse eccezionali. La Lancia ha vinto una gara formidabile come non se ne vedevano da tempo, in modo più netto rispetto al Rac di chiusura '85; la Peugeot è stata battuta e anche il suo secondo posto con Salonen è stato più convincente di quanto fu il ritiro in colore della gara inglese. Toivonen, affiancato da Sergio Cresto è stato un fulmine di guerra, tanto da recuperare senza sfortuna apparente dopo l'incidente avuto in trasferimento che aveva addirittura fatto temere il ritiro. Ma nemmeno il campione del mondo è sceso per un attimo dalla sua orbita eccezionale, se non i suoi pneumatici Michelin lo penalizzavano fino a rendere inutile anche la sua ormai mostruosa regolarità in gara. E' nelle gomme, infatti, che si trova una delle principali chiavi di lettura di questo Rally di Montecarlo. Le Michelin del Team francese hanno fatto miracoli sull'asfalto asciutto, dove le Pirelli non ce la facevano ad andare in temperatura nemmeno nella mescola più tenera. Ma i pneumatici italiani hanno tenuto il comando delle operazioni su quel "misto" che ha costituito la variabile indipendente di un Montecarlo con continua alternanza del tipo di fondo, punendo anche la pervicace ostinazione della Michelin nel non voler utilizzare le gomme intermedie, un tempo fiore all'occhiello della casa francese.

ma sarebbe- ingiusto legare al treno dei pneumatici il trionfo di Toivonen e della Lancia. La Delta S4 è già una realtà clamorosa e per dimostrarlo si è mossa con velocità e decisioni tali da fare dimenticare i mille ritardi della sua venuta luce. Il calvario di Alen afflitto da continue accensioni irregolari prima del suo ritiro con un asse a camme rotto- dopo che il guaio si era già verificato nel tragitto di concentrazione di Sestriere ad Aix les Bains- fa pensare, ma è certo che la Delta ha tutte le carte in regola per tenere il ring contro la Peugeot 205 Turbo 16 regina assoluta fino a due mesi fa. Semmai, il team italiano può vantare un indiscusso predominio dei piloti.

 

A montecarlo Toivonen  ha martellato con cadenza cronometrica dall'inizio alla fine ma infliggendo distacchi abissali in alcune prove; Alen ha dimostrato il suo livello stratosferico in ognuna delle poche prove in cui le sue noie hanno smesso di tormentarlo e Biasion, all'esordio con quattro ruote motrici e con il turbo, non ha sbagliato assolutamente niente fino all'uscita di strada che gli ha rubato un secondo posto ormai possibilissimo. Dall'altra parte, a fianco di un Salonen  difficilmente perfettibile, c'è un Saby che ha Montecarlo ha fatto cose super, ma che si rivedrà nel mondiale solo in Corsica, e Kankkunen non trascendentale anche per lui era l'esordio con una 4x4 e a Montecarlo - ma veloce e intelligentissimo. Ce n'è quanto basta per un grande mondiale, al quale l'Audi sembra potere accedere solo dalla porta di servizio, seppure con Rohrl e Mikkola autori di una gara splendida con una vettura apparsa su livelli finalmente accettabili. Per l'Austin Metro, presto fuori con tutti e due piloti e per la sua Citroen, del tutto inesistente con la sua tragica Bx 4Tc, come minimo si deve aspettare la prova di appello.


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