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"NON SOPPORTO CHE QUALCUNO VADA PIU' VELOCE DI ME CON LA STESSA MACCHINA":MONTECARLO 1986


NENRI TOIVONEN: E' apparso come una meteora sulla scena mondiale dei rally con la sua vittoria al Rac del 1980, all'età di ventiquattro anni. Una meteora ma con coda di luce promettente. Ci ha impiegato esattamente altri cinque anni per ottenere un'altra vittoria in Campionato mondiale. E' stato lo scorso Novembre, ancora al Rac. E' tornata la cometa. Perchè tanto tempo a secco? In maniera molto analitica, Henri spiega:

 

"Bisogna esaminare con realismo le possibilità che mi sono state offerte per conquistare delle vittorie. Nel 1981 ero ancora al servizio della Talbot. Al Rally del Portogallo lottavo per la vittoria con Markku finché il ponte della mia macchina ha ceduto. A San Remo, senza una uscita di strada che mi ha fatto perdere 2'30", io potevo vincere. Il Montecarlo lo disputato per la prima volta e le macchine con cui ho disputato sia in Grecia che il 1000 Laghi erano veramente scarse. Nell'82 ero con l'Opel. Avevo l'Ascona 400 e qull'anno era possibile una sola vittoria, al Montecarlo. Ma io non ero alla partenza della gara. E' stata la stessa cosa l'anno seguente nel corso del quale Ari ha vinto il Safari per la marca tedesca come Walter aveva vinto il Montecarlo dell'82. Nell84 io ero alla Lancia e la 037 ha vinto una sola gara: la Corsica. E io non ero alla partenza. Talbot nell'81. Opel nell'82 e nell'83, Lancia nell'84 e 85: guarda il numero delle vittorie riportate da queste Case mentre io ero membro del team e potrai vedere che la domanda che mi hai rivolto potrebbe essere fatta a tutti coloro i quali facevano parte di questi team insieme a me. La sola differenza è questa domanda a loro non è mai posta"

 

Forse Toivonen ha commesso degli errori nella scelta delle sue scuderie, come nel 1984 quando ha firmato per il Rothmans Porshe Rally Team di Dave Richards e si è ritrovato in Campionato Europeo.

"Io pensavo che la Porshe a quattro ruote motrici arrivasse. Credevo di essere incaricato del suo sviluppo. Fortunatamente il contratto con la Lancia mi ha permesso di non perdere il contatto con il mondiale"

A questo punto Toivonen potrebbe continuare l'enumerazione dei suoi guai: abbandono per uscita di strada al Rally del Portogallo quando ero in testa, abbandono dell'Acropoli per l'uscita di strada e un terzo posto ai 1000 Laghi... dietro a Markku Alen dopo essersi procurato un gran dolore alla schiena per avere affrontato un salto ad alta velocità troppo elevata. Henri non accetta questo tranquillo accumularsi di fatti.

"Ero in una situazione difficile. Non avevo che pochi Rally per dimostrare le mie capacità. In più visto che il mio contratto non contemplava qualche prova, io non partecipavo a nessun campionato. Perciò non ricevetti che un consiglio: "tu, và a rotta di collo".

Che lui ammetta o no, Toivonen ama questo ruolo di lepre che ha l'inconveniente di incitare le persone a prendere molto - troppo? - da lui. Prima della partenza del Rac, che conquistato, Henri non cessava di ripetere:"Lasciatemi il tempo, io conosco questa macchina e non mi piace guidare sulla terra, devo imparare  a guidarla. Lasciatemi il tempo"...

 

Che abbia vinto il primo approccio con la Lancia Delta S4 non diminuisce certo le esigenze della gente del rally verso il suo "enfant prodige", non più bambino , ma ancora prodigio.

"Forse il mio debutto con la Talbot, nel 1980, è stato buono. Forse anche a causa del mio carattere, per la maniera per la quale offrono i rally. Infatti non sopporto che qualcuno,con la medesima vettura, vada più forte di me, anche se solo per una prova speciale. Devo avere qualche problema nella mia testa, non so cosa significhi la parola rinuncia"

Henri punta le dita verso la sua testa. Problemi di ritmo da non superare, forse, ma che in Henri si sono trasformati in problemi di fiducia in se stesso. Deludente sulla Lancia, la stagione '84 di Toivonen è stata marcata da qualche exploit eccezionale in campionato europeo al volante di una Porsche 911 SC. D'altra parte, fino alla vittoria miracolo del Rac, la stagione 1985 era stata disastrosa: un Montecarlo medio-"soffrivo ancora alla schiena"- una stupida uscita di strada in Sardegna-"un problema di note"- e una prestazione opaca ai 1000 Laghi -"guidavoa la stessa macchina della Sardegna, era piegata".

Qualunque sia la ragione per spiegare queste prestazioni non positive, il loro accumularsi ha minato la fiducia di Henri e il dubbio ha invaso il suo spirito fino a fargli commettere la stupida uscita di strada - ruote sterzate e bloccate e piede sul freno - durante la prima speciale dei 1000 Laghi. Una vergogna per il pilota più dotato, per il talento più naturale della sua generazione. Preceduto dalla sua abituale sbalorditiva ultima notte del Sanremo, la vittoria del Rac è arrivata in extremis per rigonfiare il morale del finlandese. In cinque anni il piccolo Henri è invecchiato, anzi è maturato. Il suo viso è ancora giovanile, ma non c'è più quel lampo d'incoscienza e di gioia di vivere. Al di fuori delle sue scelte  delle sue squadre, altri problemi glia hanno invaso la vita, come il servizio militare e sopratutto quel lancinante  male alla schiena.

Se il primo è stato risolto, il secondo non lo è "Subito dopo l'arrivo del San Remo '85, sono entrato nell'esercito e sono stato mandato in ospedale per la mia schiena. Ci sono restato diciassette giorni prima di essere dichiarato  ufficialmente inabile. Questa è una pressione in meno che mi permette di consacrarmi totalmente alla mia famiglia, al mio mestiere e... alla mia salute. C'è ancora molto lavoro da fare prima che la mia schiena torni perfetta. Credo che ci sia più lavoro da fare sulla mia schiena che sulla Delta S4".

Ginnastica, jogging, precisi esercizi di power-training. Toivonen con ardore per ritrovare la sua migliore condizione fisica, ma preferisce parlare delle corse e delle condizioni in cui si esercita la sua professione.

"Un fatto non è mai abbastanza evidente: qualunque sia il team nel quale ho lavorato, sono sempre stato il pilota numero due e considerato come tale dalla mia squadre... con la sola eccezione che tutti si aspettavano che andassi forte, almeno quanto gli altri piloti della scuderia. Alla Lancia, anche per l'86, sono ancora il secondo pilota. Spero solo di avere imparato ad accettare certe cose. D'altronde è fantastico essere il numero due, se la scuderia si chiama Lancia".

Prima di finire di interrogarsi, Henri Toivonen ha accettato di affrontare quello che gli manca -o gli mancava- per realizzare una carrire in armonia col suo talento. "Dovrei rendermi conto che ci sono dei giorni brutti e dei momenti altrettanto brutti. Giorni, momenti nei quali si guida meno bene. Dovrei accettare questo, quando accade, accontentarmi, di guidare al 95% delle mie possibilità. Realizzo molto bene queste cose... quando non sono nel mio sedile di guida. Credo, spero di essere cambiato".


 

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