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INTERVISTE PARLA LA MOGLIE DI HENRI


 

 

IN UNA INTERVISTA ESCLUSIVA CONCESSA AL NOSTRO NERI,ERJA TOIVONEN PARLA DEL SUO HENRI A QUALCHE MESE DALLA TRAGEDIA.E’ UNA DONNA GIOVANE,BELLA, CHE VIVEVA IN SINTONIA CON IL SUO CAMPIONE. ED E’ PER QUESTO CHE LORO FIGLIO MARKUS, SE LO VORRA’, CERCHERA’ DI DIVENTARE CAMPIONE DEL MONDO IN MEMORIA DEL PADRE.

 


 

Conegliano 11 Luglio ’86.Ventisette anni, molto bella un portamento da fotomodella, ma soprattutto una dignità a noi sconosciuta: è Erja Toivonen, la moglie di Henri, uscita dal silenzio di Monte Carlo e presente al rally che ricorda il marito Henri. La donna per la prima volta si confessa ad un giornale dopo la tragedia.

Due occhi che nascondono una infinita emozione, il ricordo  che riporta a quel 2 Maggio 1986, lassù sul Col d’Ominanda, in quella stramaledetta curva della prova numero diciotto che ha strappato in un solo momento le vite di Henri Toivonen e Sergio Cresto.

 

A distanza di due mesi, che cosa provi per un ambiente che ti ha così brutalmente strappato tuo marito?

 

“Mio figlio ha due anni e fra non molto comincerà a guidare automobili: è una tradizione della famiglia Toivonen che deve continuare”.

Isabella Bottega, un anno fa, diceva che la vita continua…

“Si è vero, la vita continua!”.

 

Hai qualche accusa da muovere alla Lancia?

 

“No. Nessuna accusa, il destino ha voluto privarmi di Henri e non permettendogli la vittoria nel Campionato del Mondo 1986. Il Tour de Corse era un Rally suo e lo aveva dimostrato”.

E, se Henri avesse avuto un’altra vettura sarebbe successo ugualmente? Sembra che quellisola sia maledetta per la Casa torinese…

“Sarebbe successo ugualmente. E’ la legge del destino”.

 

Ma perché in Corsica Henri, nonostante i quasi tre minuti di vantaggio sulla Peugeot  di Saby, ha continuato ad accelerare?

 

“Henri, era fatto così: lui ci metteva l’anime ed il cuore. Era nato vincente e per lui non era possibile togliere il piede dall’acceleratore e vincere da ragionatore”.

I vostri due figli, Markus ae Arla?

“Markus, che adesso ha due anni, continuerà la tradizione dei Toivonen. Henri non ci è riuscito. Spero allora che sia mio figlio, nostro figlio, a diventare Campione del Mondo rally”.

 

Non ha mai avuto paura?

 

“No: in questo ambiente non c’è posto per la paura, danneggerebbe il tuo uomo ed il pilota non sarebbe più in grado di guidare al massimo in un rally, come faceva Henri, sepre all’attacco…”.

 

Henri aveva manifestato l’intenzione di non voler più correre in Corsica. Perché?

 

“Io non ne so nulla, Henri ha sempre fatto il suo lavoro di pilota nel modo migliore e non voleva lasciare la sua Casa prima di essere diventato campione del mondo”.

 

Che cosa auguri, adesso, alla Lancia, ad Alen, Biasion, Ericson?

“Le cose migliori!”

 

Quali sono stati i tuoi momenti più belli con Henri?

“Tutti i giorni che ho passato con lui”.


 

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