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Lo scontro frontale del burzet esalta Henri e la Lancia


BURZET: Dell'abitacolo della Lancia n°7 le (poche) parole corrono sono le solite dei minuti separano una speciale dall'altra. La 12. è appena finita e il tempo segnato è buono: 25'53", appena due secondi in più del vincitore Saby. Salonen è staccato di 25 secondi. Insomma le cose vanno bene, e si tratta di raggiungere la 13. ps, non senza aver montato le gomme giuste, da asfalto, ma adatte a temperatura molto fredda. Non ci sono grossi problemi e non serve arrivare a larghi anticipi. Dietro la vettura di Toivonen e Cresto c'è invece Salonen sulla sua 205 T16. Vuole arrivare presto all'assistenza perché deve far fare un paio di regolazioni. Sulla strada dipartimentale 254 - sinuosa,come quasi tutte: stretta, ma non più di tanto; asciutta -c'è abbastanza traffico per via del rally e c'è da faticare a voler fare in fretta. Dopo un paio di chilometri Salonen raggiunge Toivonen e comincia a cercare un posto adatto per superarlo. Sulla destra c'è la roccia, sulla sinistra il parapetto: bisogna aspettare la strada libera, non ci sono alternative.
Dopo un pò sembra essere arrivato il momento buono; Timo si appresta a superare, ma niente da fare: dalla curva a sinistra che si vede oltre il parapetto sta arrivando una macchina. Il finlandese della Peugeot sta per spazientirsi e mugugnare qualcosa. Non fa in tempo, però, Il suo ragionamento cambia repentinamente  argomento e non riesce ad esclamare "LO PIGLIA" che il botto fragoroso dell'urto della macchina che aveva visto arrivare contro la Lancia di Toivonen, gli conferma la sua (facile) previsione. Era una Ford Taunus piuttosto vecchiotta, guidata da un semplice automobilista sulla trentina, con la barba. Non è che camminasse come un missile, ma non era certo a velocità prudenziale. Difficile dire perché si è trovato così sulla sinistra, come testimoniano tutti quelli che hanno visto le macchine. Salonen, Harjanne, Alen in testa. Potrebbe essere stata una conseguenza della forte usurata dei pneumatici- "ERANO LISCI COME QUI" dice Toivonen, facendo segno sulla carrozzeria della macchina -oppure un attimo di distrazione. "SPOSTARSI DI UN METRO E' UN ATTIMO" dicono i poliziotti (che hanno anche accertato che l'uomo non era in stato di ebbrezza), oppure ancora l'imperizia, che è l'ipotesi con più credito., almeno per la Gendarmeria locale, dato che non è mancato neanche chi ha paventato il... " delitto su commissione" almeno volontario. Nessuno però tende a crederci seriamente. Il risultato comunque è stato veramente distruttivo. La parte anteriore della Delta S4 era praticamente distrutta per tutti coloro che l'hanno vista. Già, perché vederla non è stato facile (a parte per chi era sulla strada, dietro la Deklta stessa, come l'équipe di TF3 che ha così filmato le macchine). L'assistenza della Lancia è infatti "piombata" sul posto con un furgone e con i "meccanici giusti" - come ha detto qualcuno - ed è iniziato un vero intervento a "cuore aperto".

 

C'era la ruota anteriore sinistra staccata, le sospensioni partite, il radiatore polverizzato; una parte della struttura portante molto deformata; lo sterzo inservibile, eppure... Eppure in pochi minuti la macchina non era certo sistemata, ma in grado di muoversi si, e a quel punto cominciava un'altra lotta contro il tempo. Il tavolino dei commissari e del loro implacabile cronometro era a una cinquantina di chilometri e all'ora giusta per "timbrare" mancavano solo 25 minuti.

Mentre un pò di tutto il rally già parlava al passato per dire della corsa di Toivonen, chi era all'inizio della prova n°13 di Saint Montan, doveva strabuzzare gli occhi: quella che arrivava era proprio la Lancia n°7 erano Toivonen-Cresto sulla Delta data per spacciata da Salonen, Todt, Fiorio, eccetera, ma che con elastici e fil di ferro... nel senso letterale del termine (per tenere ferma la carrozzeria, proprio davanti alla portiera di sinistra) - i meccanici torinesi erano riusciti a rimetterla in piedi. Le tabelle di rally che Sergio Cresto ha consegnato il suo carnet con un minuto di ritardo sul previsto. Un'inezia se si pensa che tutti quei chilometri sono stati fatti nel traffico normale. Ma la realtà è stata ancor più eccezionale, quasi beffarda Toivonen e Cresto: il ritardo effettivo - dopo aver sostituito mezza macchina ha corso la ps 14, finendo settima, poi altra assistenza per continuare il lavoro, prima della sosta di due ore a Vaison la Remaine. Dopo la sosta in parco chiuso, altro lavoro, e a quel punto la macchina se non quella di prima è almeno in grado di ribattere agli attacchi. Alla 14 ps Toivonen lo conferma finendo a soli due secondi dal vincitore. E va avanti così. Con problemi di sterzo, ma comunque in grado di difendere la prima piazza e alla grande. E se il lavoro dei meccanici è stato eccezionale, non da meno è stato l'equipaggio. Nel violento impatto, il finlandese - che è stato già allungo sofferente alla schiena - ha subito la lussazione dell'anca. C'è stato un momento che si pensava ad un suo ritiro, ma l'ipotesi non è stata nemmeno presa in considerazione dagli interessati. Dopo la rabbia e lo spavento per Toivonen e Cresto c'era da stringere i denti, rinviando le recriminazioni a ... dopo il podio. E quasi a sdrammatizzare Sergio Cresto, l'americano di Sanremo che corre con un finlandese dichiarava "Tutta colpa di uno che probabilmente ha letto troppi articoli di rally.


 


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